Pubblicato il 25 gennaio 2012
Così immaginavo la guerra, o meglio i suoi prodromi incruenti: auto che aspettano il turno per rifornirsi. I caselli autostradali sono fermi da questa mattina ma la protesta degli autotrasportatori, che è partita dalla Sicilia, ha fatto il giro di mezza nazione. Leggi tutto…
ovvero
16 racconti a piè di pagina
“Io cammino, Pietro è venuto, a mio parere sono forme minimali di racconto, e inversamente l’Odissea o la Recherche si limitano in fondo ad amplificare (in senso retorico) enunciati quali Ulisse torna a Itaca oppure Marcel diventa scrittore”.
(G. Genette, Figure III) Leggi tutto…

Ecco il primo episodio della serie Agenzia Investigalibri, di Marco Innocenti. Un racconto per bambini (ma leggiamolo tutti, non è vietato).
Il caso Squitty
1. Un nuovo cliente per l’Agenzia Investigalibri Leggi tutto…
A Pantano non manca l’acqua. Una volta c’era un fontanile che chiacchierava fitto con la strada bianca e nei giorni d’afa faceva accelerare il passo anche a chi non avesse la gola proprio secca.
L’acqua che scorre ha lo stesso potere di una voce che canta alla finestra o si perde nelle lontananze del campo.
Allora, salendo dal basso, si raggiungeva il fontanile passando davanti alla casa e costeggiando la scala esterna.
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Il fiume copre l’orizzonte, bagna la linea fin dove giunge lo sguardo. Nella stagione secca i contorni sfumano, non c’è la pioggia con i suoi violenti rovesci a dissolvere la foschia, avvicinando d’incanto i profili lontani.
Tutto rimane avvolto in un’aria stagnante, in un tremolio di braci al punto che le isole sembrano staccarsi e fluttuare secondo i capricci della corrente. Leggi tutto…
Sono sceso nel Giardino delle Delizie tenendoti per mano. L’acqua del lago ci arrivava alle caviglie, poi alle cosce, poi alla vita, rinfrescando i nostri corpi, distillando le nostre pene, sempre più flebili, impercettibili. Ecco che l’angoscia è messa tra parentesi, scacciati i brutti sogni, la morte farsi un’ipotesi remota. Ci prende un’illusione d’eternità necessaria alla vita, un ritorno all’infanzia dei sensi.
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Genova, anni ’60.
Presa dalla frenesia del progresso, in pieno boom economico, la città vuole crescere.
Costretta tra mare e monti si allunga, proprio come un chewing-gum quando lo tiri fuori dalla bocca.
Genova è la mia città. A dirla tutta, non sono proprio nata in centro città, ma in una delegazione, anche se la più importante, Sampierdarena. Leggi tutto…
Vincenzo è uno dei pochi che quando viene al Pantano per cacciare tartufi, entra ed esce con passo leggero, silvano.
Riconosco la macchina, ma, a volte ho l’impressione che un suo doppio sottile, vi abiti in permanenza, comparendo quando meno te lo aspetti o proprio perché te lo aspetti.
In un tempo immemorabile, la natura mischiava le forme, le teneva vicine e anche un essere umano poteva mostrare le fattezze di un luogo o viceversa.
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