<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Il Trasciatti</title>
	<atom:link href="http://trasciatti.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://trasciatti.it</link>
	<description>Lunario inattuale di letteratura e desueta umanità</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 10:49:22 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>I centi anni di nonna Gemma</title>
		<link>http://trasciatti.it/2012/02/03/i-centi-anni-di-nonna-gemma/</link>
		<comments>http://trasciatti.it/2012/02/03/i-centi-anni-di-nonna-gemma/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 10:49:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Trasciatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricorrenze]]></category>
		<category><![CDATA[Scritture]]></category>
		<category><![CDATA[trasciatti]]></category>
		<category><![CDATA[gatto]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://trasciatti.it/?p=1925</guid>
		<description><![CDATA[Il 31 dicembre 2011 nonna Gemma (Gemma Fiamma Trasciatti) avrebbe compiuto cento anni. La voglio ricordare con questo raccontino.
Le tartine del gatto
Mi ricordo che mia nonna stava preparando un rinfresco. Infatti era la prima comunione di un mio secondo cugino. Non so cosa ci facevo in casa di mia nonna quel giorno lì, probabilmente ero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/02/nonna-gema.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1926" title="nonna gema" src="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/02/nonna-gema.jpg" alt="" width="296" height="203" /></a>Il 31 dicembre 2011 nonna Gemma (Gemma Fiamma Trasciatti) avrebbe compiuto cento anni. La voglio ricordare con questo raccontino.</p>
<p><strong>Le tartine del gatto</strong></p>
<p>Mi ricordo che mia nonna stava preparando un rinfresco. Infatti era la prima comunione di un mio secondo cugino. <span id="more-1925"></span>Non so cosa ci facevo in casa di mia nonna quel giorno lì, probabilmente ero invitato alla festa di comunione. Fatto sta che mia nonna stava preparando un rinfresco. Aveva fatto tante belle tartine con il salamino, la pasta d’olive, il prosciutto, il Philadelphia. I parenti, cugino compreso ovviamente, erano in chiesa, lontana un duecento metri dalla casa. Tutto procedeva bene, era anche una bella giornata di sole. Finché entrò nella sala il gatto.<br />
Mia nonna non lo vide, nemmeno io: eravamo usciti in giardino, non mi ricordo a fare cosa. Ci accorgemmo del gatto quando lo vedemmo uscire dalla sala con aria soddisfatta. Mia nonna si mise a gridare come una disperata. Le campane della chiesa annunciavano la fine della funzione, tra poco tutti sarebbero tornati, e diceva la nonna che l’avrebbero ammazzata, spellata viva, gettata in un pozzo. Le dissi di calmarsi, ci avrei pensato io. Infatti andai in cucina, aprii il frigo, mi munii di salumi freschi, paté vari e formaggi. Andai in sala e affrontai le tartine. Il gatto le aveva sì violentate, ma aveva spazzato via con la lingua solo la farcitura, lasciando intatto il sotto, cioè le fettine di pane.<br />
Quindi, con metodo e rapidità, spalmai di nuovo le tartine leccate e ristabilii le apparenze. Mia nonna mi benedisse, diceva che mi aveva mandato Gesù. Quando arrivarono i parenti e gli invitati, tutti mangiarono di gusto.</p>
<p><em>Alessandro Trasciatti</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://trasciatti.it/2012/02/03/i-centi-anni-di-nonna-gemma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>2012: anno dedicato a Caproni</title>
		<link>http://trasciatti.it/2012/02/01/2012-anno-dedicato-a-caproni/</link>
		<comments>http://trasciatti.it/2012/02/01/2012-anno-dedicato-a-caproni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 08:11:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Trasciatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[caproni]]></category>
		<category><![CDATA[Livorno]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://trasciatti.it/?p=1920</guid>
		<description><![CDATA[2012
Anno dedicato a Giorgio Caproni
Il Comune di Livorno dedica un anno intero di iniziative alla celebrazione del suo Poeta
Inizio delle celebrazioni
venerdì 3 febbraio ore 17
Livorno
Teatro C. Goldoni
• Cerimonia di consegna dei due violini appartenuti al poeta e donati al Comune di Livorno dai figli Silvana e Attilio Mauro Caproni
• Saluto del Sindaco di Livorno Alessandro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/02/manif_Caproni100_5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1921" title="manif_Caproni100_5.eps" src="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/02/manif_Caproni100_5-210x300.jpg" alt="" width="168" height="240" /></a>2012<br />
Anno dedicato a Giorgio Caproni<br />
Il Comune di Livorno dedica un anno intero di iniziative alla celebrazione del suo Poeta</p>
<p>Inizio delle celebrazioni<br />
<strong>venerdì 3 febbraio ore 17</strong><br />
<strong>Livorno<br />
Teatro C. Goldoni<span id="more-1920"></span><br />
</strong>• Cerimonia di consegna dei due violini appartenuti al poeta e donati al Comune di Livorno dai figli Silvana e Attilio Mauro Caproni<br />
• Saluto del Sindaco di Livorno Alessandro Cosimi<br />
• Intervento musicale a cura dei Solisti e Ensemble del Laboratorio Strumentale della Fondazione Teatro C. Goldoni<br />
Coordinamento scientifico Lorenzo Greco<br />
Progetto grafico Anna Laura Bachini</p>
<p>info: Comune di Livorno &#8211; Ufficio Cultura e Spettacolo &#8211; 0586 820587/523/521 &#8211; <a href="mailto:servizi.culturali@comune.livorno.it">servizi.culturali@comune.livorno.it</a> &#8211; <a href="http://www.comune.livorno.it/">www.comune.livorno.it</a></p>
<p>L&#8217;AltroVerso<br />
FotoGrafiche di Anna Laura Bachini<br />
Studio di Grafica e Design<br />
Progettazione grafica &#8211; Immagine coordinata<br />
Negozio &#8211; Atelier<br />
Pannelli di arredamento urbano e di interni &#8211; Borse &#8211; Complementi di arredo<br />
Oggettistica del Territorio</p>
<p>via Borra 51 &#8211; 57123 Livorno<br />
tel 0586.829036<br />
mobile 335.5933894</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://trasciatti.it/2012/02/01/2012-anno-dedicato-a-caproni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aggiustare il muro: un convegno a Lucca (3 e 4 febbraio)</title>
		<link>http://trasciatti.it/2012/01/31/aggiustare-il-muro-un-convegno-a-lucca/</link>
		<comments>http://trasciatti.it/2012/01/31/aggiustare-il-muro-un-convegno-a-lucca/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Trasciatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Marcheschi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://trasciatti.it/?p=1915</guid>
		<description><![CDATA[Le Mura hanno protetto Lucca per secoli, ma non hanno impedito nel corso della sua storia né che i cittadini si espandessero con le proprie attività in tutta Europa, né che si aprissero ai maggiori influssi della cultura internazionale – dalla poesia siciliana mediata da Bonagiunta Orbicciani a quella piena di suggestioni religiose e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/01/Locandina-CONVEGNO-INTERNAZIONALEper-mail.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1916" title="Locandina CONVEGNO INTERNAZIONALEper mail" src="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/01/Locandina-CONVEGNO-INTERNAZIONALEper-mail-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Le Mura hanno protetto Lucca per secoli, ma non hanno impedito nel corso della sua storia né che i cittadini si espandessero con le proprie attività in tutta Europa, né che si aprissero ai maggiori influssi della cultura internazionale – dalla poesia siciliana mediata da Bonagiunta Orbicciani a quella piena di suggestioni religiose e di pensiero di Chiara Matraini, dai fermenti della Riforma protestante a quelli dell&#8217;Illuminismo. Leggi l&#8217;articolo sulla <a href="http://www.lagazzettadilucca.it/cultura-e-spettacolo/2012/01/aggiustare-il-muro-tra-cultura-globalizzazione/">Gazzetta di Lucca</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://trasciatti.it/2012/01/31/aggiustare-il-muro-un-convegno-a-lucca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nicola Dal Falco: Lungocosta</title>
		<link>http://trasciatti.it/2012/01/31/1908/</link>
		<comments>http://trasciatti.it/2012/01/31/1908/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 17:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Trasciatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dal Falco]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://trasciatti.it/?p=1908</guid>
		<description><![CDATA[LUNGOCOSTA
Scolii al portolano
tirrenico di M.M.
Come antidoto all’ubbia, in giornate fredde, ma serene, totalmente all’asciutto, ben dentro la terraferma, ho commentato a modo mio i disegni e gli avvertimenti di un portolano tirrenico, pubblicato più di quarant’anni fa e perciò quasi del tutto superato. In quel quasi ho trovato diletto. Le frasi didascaliche (in maiuscolo) sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><strong><a href="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/01/foto-scalmo-altrove1.jpg"></a><a href="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/01/foto-scalmo-altrove2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1911" title="foto scalmo altrove" src="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/01/foto-scalmo-altrove2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>LUNGOCOSTA<br />
</strong>Scolii al portolano<br />
tirrenico di M.M.</p>
<p>Come antidoto all’ubbia, in giornate fredde, ma serene, totalmente all’asciutto, ben dentro la terraferma, ho commentato a modo mio i disegni e gli avvertimenti di un portolano tirrenico, pubblicato più di quarant’anni fa e perciò quasi del tutto superato. In quel quasi ho trovato diletto. Le frasi didascaliche (in maiuscolo) sono copiate dall’autore del trattatello di navigazione mentre i commenti sono in corsivo.<span id="more-1908"></span><br />
Gli ultimi due scorci si riferiscono all’Elba.</p>
<p><!--more--><br />
<strong>La Spezia</strong></p>
<p><em>Due pagine consecutive, interamente occupate dal disegno del golfo, ripreso dall’alto: a sinistra la visione notturna, a destra quella diurna. La terra, tratteggiata di nero, delinea in negativo il profilo della rada come una testa o un albero su cui lumeggiano i fari.<br />
Nella mappa successiva (a fari spenti) appaiono i nomi e il braccio di mare scompare tra le fauci della costa.<br />
Curioso che in fondo al golfo, si aprano a ventaglio la Zona militare, il Porto commerciale e un’area indicata dalla parola DEMOLIZIONI.<br />
Guerra e commercio con l’inevitabile, corteggiata, pausa a cui alacremente tendere.</em></p>
<p>A PORTIGLIONE C’È IL CAPOLINEA DI UNA TELEFERICA PER IL CARICO DELLA PIRITE</p>
<p><em>Trovo che il disolfuro di ferro, di un giallo civettuolo che gli ha fatto meritare il soprannome d’oro degli stolti, cesellato in cristalli cubici, pentagonododecaedrici ed anche ottaedrici – dorico nelle striature triglife che si alternano in senso longitudinale – sia perfettamente in simbiosi con l’accesso alla fiumara di Portiglione, poco più in là di quello scalo o porto d’antichi.<br />
Una via d’acqua tortuosa che il portolano precisa passo passo, con disegni ingenui e febbrili, quasi volesse semplificare al massimo, fissandola in mente al punto da percorrerla ad occhi chiusi.<br />
Simbiosi che nasce, in primo luogo, da un’osservazione di carattere generale.</em></p>
<p>NEL GOLFO DI FOLLONICA IL MARE È QUASI SEMPRE MANEGGEVOLE ANCHE QUANDO FUORI È MOLTO BRUTTO. FREQUENTI BARRE E BASSIFONDI LUNGO LA COSTA CHE È SABBIOSA.</p>
<p><em>Tutto quello che è a portata di mano, per occhi acquosi e avidi, luccica ingannevole come la pirite. Un mare maneggevole appunto, facile.<br />
A sua volta, l’inganno non sta nel celare, ma nel mostrare il pericolo, danzandoci accanto.</em></p>
<p>LE BARCHE SEGUONO UN CANALE CON FONDALI MINIMI DI CIRCA UN METRO CHE PASSA DAL LATO DI TERRA DELL’ORMEGGIO DELLE VECCHIE CHIATTE.</p>
<p><em>Dalla chiglia al fondo l’altezza non supera quella di uno sgabello. La barca procede su un inguine, tra fango e alghe.</em></p>
<p>VERSO LA META’ DELL’ORMEGGIO CHIATTE SI PUNTA VERSO TERRA COME PER PASSARE GIUSTO IN MEZZO AI DUE TRALICCI CHE SONO INFATTI BASATI IN MARE. PER ENTRARE NELLA FIUMARA SI LASCIA A SINISTRA IL TRALICCIO PROSSIMO ALLA FOCE.</p>
<p><em>Con mare calmo, il bassofondo rossiccio si distingue facilmente dal blu del<br />
canale. Diversamente, tutto illanguidisce nel dubbio. Ma come premio al zig zag, c’è un grumo di case.</em></p>
<p>IL COVO.</p>
<p><em>Buffo e tenero questo scalpicciare fino al canale di scolo del Padule di Scarlino che raccoglie anche le acque del torrente Pecora e che, periodi di magra a parte, s’allunga non più di duecento metri, subito sbarrati da un ponte.<br />
Tanto basta, però, per fare locanda. Ripenso ancora alla pirite che oltre al debole valore minerario, occupa lo sguardo con quel suo sistemarsi in figure regolari, in angoli, in rotte? Minime.<br />
Dopo Portiglione, il portolano che sto consultando riporta tre nomi: cala Maritima, cala Violina che nel 1968 venivano definiti “due posti per fare il bagno in pace!”<br />
L’autore lo sottolinea ed enfatizza con un punto esclamativo, capace da solo di produrre quella sensazione di vuoto che, oggi, i paesaggi perlopiù nascondono o sbattono in faccia, inestricabilmente avvinta a panorami di abbandono. L’effetto pare simile, ma in realtà il vuoto qualifica uno spazio imponderabile mentre un posto abbandonato, al contrario, finitizza il vuoto.<br />
Contraddizione in termini e di conseguenza estraniante. Il terzo nome è Torre della Civetta alla foce dell’Alma.<br />
Oltre, la costa piega verso il largo a formare un’ala, seminando in mare gli scogli Porchetti e l’isolotto dello Sparviero, dove due frecce, altrettanto esclamative, convergono da nord e da sud, tirandosi dietro il tu di una frase imperiosa e al tempo stesso rassicurante.</em></p>
<p>Puoi passare tra lo scoglio grande e i PORCHETTI</p>
<p><em>Quest’ultimi sembrano riecheggiare il vecchio toponimo di punta Troia, ancora esistente, ma riassorbito dal più aereo punta Ala. Addirittura aeronautico visto che saltò in bocca ad Italo Balbo mentre sorvolava il promontorio, diventato quasi un’appendice corporea e personale per l’aviatore che, innamoratosene, ammarò e comprò settecento ettari, appartenenti, negli anni Trenta, al Cottolengo.<br />
Punta Ala in omaggio agli idrovolanti di base nella laguna di Orbetello.<br />
Per punta Troia e i suoi Porchetti bisogna risalire, forse, più indietro nel tempo ad altri fasti, a quel porcus troianus, servito intero alla mensa di Trimalcione.<br />
Troianus, perché gravido non di Achei, ma di uccelli arrosto. Il più familiare “troia” deriverebbe, da qui, il suo doppio senso.</em></p>
<p>Bocca d’Ombrone c’è ancora il paesaggio vuoto e drammatico della antica maremma. IMPONENTI BANCHI DI SABBIA SI SPOSTANO ALLA FOCE</p>
<p><em>E si mineralizzano, onde comprese, come in un quadro di Carrà. Ci vuole una mano primitiva e un occhio ossessionante per dipingere la piatta solitudine di simili marine, dove cielo, mare e terra sedimentano senza aria o con un tale vento che asciuga i pensieri.<br />
Fantastico sulla bocca e il labbro nord dell’Ombrone, teatro in versi di un’elegia tirrenica, quella di Rutilio Namaziano, del suo Ritorno in Gallia.<br />
Il diario riporta, il 20 novembre del 415 o del 417 dopo Cristo, terza tappa dopo la partenza da Portus Augusti, un attendamento di fortuna.<br />
Lui vorrebbe entrare nel fiume, ma i marinai insistono per proseguire fino a che il vento cala e scende la sera. Allora:</em></p>
<p>Litorea noctis requiem metamur arena<br />
Tracciamo un campo notturno sulla spiaggia<br />
dat vespertinos myrtea silva focos<br />
un boschetto di mirti offre fuoco alla sera.<br />
Parvula subiectis facimus tentoria remis<br />
Facciamo piccole tende con i remi<br />
Transversus subito culmine contus erat<br />
E un palo di traverso, tetto improvvisato.</p>
<p>(Einaudi, traduzione di Alessandro Fo)<br />
AMPIE SPIAGGE LUNATE… Attenzione al LIBECCIO che scende dalle colline a raffiche rabbiose.</p>
<p><em>Qui, la costa ha fianchi che lo sfiorano e l’astro pare entrarvi.<br />
Poi, però, l’avviso disegna una falange, un rettangolo, fatto di minuscole piramidi, che dai rilievi punti e scacci ogni indulgente chiaro di luna.</em></p>
<p>Capo d’Enfola durante la stagione viene avvicinato dai TONNI.</p>
<p><em>Il gran pelagico, dicono, abbocchi quando si è distratti o fuori di pensiero.<br />
Fuori, mentre lui il tonno naviga, con pelle ed occhio d’abisso, dentro quel blu<br />
di cui è tinto e che la velocità muta in acciaio.<br />
Forse, per morire, da giugno a settembre, sceglie il più distratto ed inumano.</em></p>
<p> (Foto di Claudio Gaiaschi)<a href="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/01/foto-scalmo-altrove.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1909" title="foto scalmo altrove" src="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/01/foto-scalmo-altrove-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://trasciatti.it/2012/01/31/1908/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli indici</title>
		<link>http://trasciatti.it/2012/01/30/gli-indici/</link>
		<comments>http://trasciatti.it/2012/01/30/gli-indici/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 15:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Trasciatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://trasciatti.it/?p=1906</guid>
		<description><![CDATA[Consultate gli indici dei quattro volumi di Stralunario per vedere chi c&#8217;è dentro e cosa ha scritto. Indici
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Consultate gli indici dei quattro volumi di <em>Stralunario</em> per vedere chi c&#8217;è dentro e cosa ha scritto. <a href="http://trasciatti.it/bookshop/">Indici</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://trasciatti.it/2012/01/30/gli-indici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un acquario di plexiglass</title>
		<link>http://trasciatti.it/2012/01/29/un-acquario-di-plexiglass/</link>
		<comments>http://trasciatti.it/2012/01/29/un-acquario-di-plexiglass/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Trasciatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libroteca]]></category>
		<category><![CDATA[Acquario]]></category>
		<category><![CDATA[L'elefante Libreria del Fumetto]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[novità librarie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://trasciatti.it/?p=1883</guid>
		<description><![CDATA[ Acquario, il fantaperiodico figurato di Liberta Edizioni, è arrivato al numero 4. Il titolo di questo numero è &#8220;Plexiglass&#8221;. Dopo averci scarrozzato tra la Terra e il pianeta Ramar, tra strani esseri come il mummulitto e Lerchi, e tra strani uomini come Crampal e Sania Olms, l&#8217;astronave di Acquario sembra essere a una svolta. Verso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><em><a href="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/01/Acquario-Plexiglass1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1885" title="Acquario-Plexiglass" src="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/01/Acquario-Plexiglass1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Acquario</em>, il fantaperiodico figurato di Liberta Edizioni, è arrivato al numero 4. Il titolo di questo numero è &#8220;Plexiglass&#8221;. Dopo averci scarrozzato tra la Terra e il pianeta Ramar, tra strani esseri come il mummulitto e Lerchi, e tra strani uomini come Crampal e Sania Olms, l&#8217;astronave di <em>Acquario </em>sembra essere a una svolta. Verso dove? Non si sa. Quello che è certo è che &#8220;Plexiglass&#8221; non spinge nelladirezione narrativa, piuttosto in quella poetica.<span id="more-1883"></span> L&#8217;unico testo lungo non è un racconto ma un carteggio (<em>Carteggio rivarolese</em>), affettuoso e lunare, tra due amici di vecchia data. La fantascienza è qui solo una vaga eco, un sottofondo, un ricordo che cede il passo ad una sorta di fantastico campestre. I due amici parlano con i bombi, con le lucciole, col gatto Stellamaris (nuova e ricorrente presenza anche in altri testi) e rievocano refettori, diaconi, suore, orfani di Albenga&#8230; tutto un armamentario di sapore crepuscolare che è come il rovescio delle incursioni nel fanta-sexy. Colpisce anche la lingua, raffinatamente letteraria, intessuta di scelti toscanismi. E se, in quest&#8217;ultima uscita, da una parte predominano i frammenti di prosa lirica o le illuminazioni in versi, dall&#8217;altra prolificano i disegni, gli schizzi, i ritratti di personaggi, le figurine naif: omìni, alieni, fantasmi incappucciati, insetti, tanti insetti&#8230; come a sottolineare che il giornalino prima di tutto si guarda e poi si legge, e si può anche sfogliarlo in avanti o all&#8217;indietro, senza una concatenazione determinata, senza un prima e senza un dopo. E anche stavolta <em>Acquario </em>ospita i contributi grafici di due artisti non fantasmatici ed emergenti: Andrea Mattiello e Niccolò Storai, più incline al pittorico il primo, al fumetto il secondo, entrambi capaci di entrare benissimo in sintonia con il clima di questa luogo acquatico e siderale. Ma dicevamo degli insetti. Questo della classificazione entomologica, del catalogo di reperti naturali è un altro tema che ricorre spesso e che è evocato, in esergo, fin dal primo numero, come un dichiarazione di poetica:</p>
<p><em>Di conchiglia in conchiglia</em></p>
<p><em>generazione</em></p>
<p><em>dopo</em></p>
<p><em>generazione,</em></p>
<p><em>la collezione si era</em></p>
<p><em>notevolmente ampliata.</em></p>
<p><em>Ora un&#8217;intera ala</em></p>
<p><em>della nave madre era adibita</em></p>
<p><em>a museo di storia naturale.</em></p>
<p>E poi ecco che in &#8220;Plexiglass&#8221; arriva, a ribadire il concetto, il misterioso Pik che pare avere tendenze tassonomiche enciclopediche e (forse) ciclopiche:</p>
<p><em>Mi chiamo Pik, catalogo reperti:</em></p>
<p><em>macerie universali, pesci fossili;</em></p>
<p><em>pietre che al buio brillano e alla luce</em></p>
<p><em>si fanno nere, oscure come inchiostro;</em></p>
<p><em>ho francobolli dai colori rari,</em></p>
<p><em>monete fuori corso sui pianeti</em></p>
<p><em>e certi librettini di figure&#8230;</em></p>
<p><em>Acquario</em> è in vendita sul sito dell&#8217;editore (<a href="http://www.libertaedizioni.net">www.libertaedizioni.net</a>) e presso L&#8217;Elefante Libreria del Fumetto, viale Europa 16 &#8211; Pescia (PT).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://trasciatti.it/2012/01/29/un-acquario-di-plexiglass/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dal blog di Fosca Sensi</title>
		<link>http://trasciatti.it/2012/01/29/dal-blog-di-fosca-sensi/</link>
		<comments>http://trasciatti.it/2012/01/29/dal-blog-di-fosca-sensi/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 23:02:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Trasciatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scritture]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Invettive]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://trasciatti.it/?p=1879</guid>
		<description><![CDATA[Pubblicato il 25 gennaio 2012

Così immaginavo la guerra, o meglio i suoi prodromi incruenti: auto che aspettano il turno per rifornirsi. I caselli autostradali sono fermi da questa mattina ma la protesta degli autotrasportatori, che è partita dalla Sicilia, ha fatto il giro di mezza nazione. Sul posto sono giunti alcuni furgoncini con parabole e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><em><a href="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/01/fosca-sensi-autoritratto.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1880" title="fosca sensi-autoritratto" src="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/01/fosca-sensi-autoritratto-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Pubblicato il 25 gennaio 2012</em></p>
<div>
<p>Così immaginavo la guerra, o meglio i suoi prodromi incruenti: auto che aspettano il turno per rifornirsi. I caselli autostradali sono fermi da questa mattina ma la protesta degli autotrasportatori, che è partita dalla Sicilia, ha fatto il giro di mezza nazione. <span id="more-1879"></span>Sul posto sono giunti alcuni furgoncini con parabole e microfoni ambientali, ne sono scesi uomini e donne molto meno eleganti di come ci si aspetterebbe vedendo i film alla televisione, hanno preso alcune immagini di fretta, quasi con rassegnazione, e se ne sono andati. Il giorno stesso il comune di Altopascio e il capoluogo di Provincia sono apparsi alla ribalta del telegiornale della sera e hanno mostrato quello che in questi giorni si vede un po’ ovunque: file di mezzi fermi, qualcuno che parla al telefonino, il volto incolore di qualche “responsabile” che assicura che il traffico sarà ripristinato “al più presto”. La popolazione lucchese, che di natura è pratica e piagnucolona, si è riversata nelle strade e ha fatto il pieno di scatolette e di benzina finché i distributori non sono rimasti a secco e i supermercati hanno finito per esporre solo le merci di minor pregio.</p>
<p>Sì, Lucca – la città bianca in cui i mendicanti sono dignitosamente alloggiati, le mense dei poveri offrono pietanze da trattoria e perfino la miseria più nera (una sola coppia senzatetto) è coperta o abbigliata nel modo più decoroso – la piccola Lucca massona e vescovile ha tirato qualche colpo di tosse. Come ogni volta in cui avviene un cambiamento di ciclo breve o medio nella vita delle persone, le prime cose che succedono sono quelle per le quali gli uomini più difficilmente e con meno impegno trovano le parole. In altri termini cominciano le assenze.</p>
<p>Un mattino di non molto tempo fa un uomo in cravatta, vestito con una camicia azzurra e un cappotto d’agnello è entrato nella redazione del terzo quotidiano cittadino, che ha sede in via della Circonvallazione.  Il caposervizio era il solo a sapere che si trattasse dell’amministratore e che quella era una visita di commiato. Quello stesso pomeriggio il giornale lucchese ha cessato la sua attività. Dopo pochi mesi cinque colleghi impiegati in una tv locale si sono trovati sotto minaccia di cassa-integrazione mentre un’altra piccola emittente è letteralmente esplosa.</p>
<p>Ho incontrato di recente uno di questi giornalisti, mio conoscente, in occasione di un aperitivo in Piazza Anfiteatro. È arrivato quasi di corsa, fuori dalla soglia ha gettato in un tombino il mozzicone che teneva in bocca e poi mi ha guardato in cagnesco, sfidandomi a dire una cosa quale che fosse. Stavo per esordire con un discorso sulla comunicazione, sulle responsabilità degli editori e sul destino della categoria quando l’uomo si è messo a bestemmiare furiosamente, ha acceso un’altra sigaretta e se n’è andato a riempire, con lo stesso risentimento, un piattino di rondelle di wusterl e patate fritte. Per tutto il corso dell’aperitivo non ho avuto il coraggio di rivolgergli la parola.</p>
<p>Per quanto riguarda il microcosmo dell’impresa alla quale apparteniamo, noi impiegate ci diamo appuntamento due volte al giorno davanti alla macchinetta del caffè. Si tratta di una piccola imitazione di frigorifero posta al sommo della tromba di scale dell’edificio nel quale siamo sistemate. Qualcuna tira fuori una chiavetta magnetica e la inserisce nella fessura contando le monetine che ancora mancano per arrivare ai quaranta centesimi. A quel punto l’apparecchio si mette in moto e con grandi vibrazioni d’aspirapolvere partorisce un filo nero che sarebbe audace definire caffè espresso ma che pure riesce migliore di molti beveroni che ho assaggiato in giro per l’Europa. Le altre sorseggiano i loro macchiati e i cappuccini fatti col latte in polvere e guardano un punto lontano, col naso nascosto nel bicchiere di carta, senza alcuna fretta di tornare al lavoro. Per cosa, poi? Siamo tutte donne, le più mature sono separate e con figli a carico, senza eccezione. Conosco persone che sono costrette a recarsi in ufficio a piedi (il nostro stabile è in piena zona industriale) e altre che non possono pagare le bollette: quando parliamo esse tacciono oppure hanno un sorrisetto in cui non si capisce quale sentimento ci sia. Ma che si tratti di una forma più o meno maligna di imminenza, su questo non ho dubbi.</p>
<p>(In alto, autoritratto di <a href="http://foscasensi.splinder.com/">Fosca Sensi</a>)</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://trasciatti.it/2012/01/29/dal-blog-di-fosca-sensi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Introduzione al mondo</title>
		<link>http://trasciatti.it/2012/01/26/introduzione-al-mondo/</link>
		<comments>http://trasciatti.it/2012/01/26/introduzione-al-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 23:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Trasciatti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libroteca]]></category>
		<category><![CDATA[novità librarie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://trasciatti.it/?p=1875</guid>
		<description><![CDATA[Idolo Hoxhvogli, Introduzione al mondo. Notizie minime sopra gli spacciatori di felicità, Scepsi &#38; Mattana, Cagliari 2012.
Due frammenti
Come è fatto un romanzo di successo? (p. 48)
Questo è un romanzo di successo. La frase precedente è l’incipit. Faccia attenzione, si lascia leggere d’un fiato, altrimenti non sarebbe un gran romanzo, ma una vecchia barba che puzza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><a href="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/01/Idolo-copertina.jpg"></a><a href="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/01/Idolo-copertina1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1876" title="Idolo-copertina" src="http://trasciatti.it/wp-content/uploads/2012/01/Idolo-copertina1-206x300.jpg" alt="" width="165" height="240" /></a><strong>Idolo Hoxhvogli</strong>, <em>Introduzione al mondo. Notizie minime sopra gli spacciatori di felicità</em>, Scepsi &amp; Mattana, Cagliari 2012.</p>
<p>Due frammenti</p>
<p><em>Come è fatto un romanzo di successo?</em> (p. 48)</p>
<p>Questo è un romanzo di successo. La frase precedente è l’incipit. Faccia attenzione, si lascia leggere d’un fiato, altrimenti non sarebbe un gran romanzo, ma una vecchia barba che puzza di polvere. La narrazione scorre. Non si fermi. Non cerchi di capire riflettendo. <span id="more-1875"></span>Ogni frase di quest’opera – che sarà premiata a più riprese e dovrò disseppellire dalle targhette – una volta letta è letta per sempre, mai più bisognerà buttarci sopra gli occhi. È un gran romanzo talmente grande che non c’è bisogno di leggerlo più di una volta, perché tutto è chiaro sin dall’inizio. Non ci sono più livelli di lettura. Un’opera di successo non si permetterebbe mai di tener nascosto qualcosa. Con impegno, ogni anno che passa, mette in mostra onestamente il proprio nulla. È un gran romanzo, talmente grande da pesare due chilogrammi, così leggero da non pesare in testa con strane riflessioni. È un po’ radical, un po’ chic, a volte radical chic. È attento al sociale mentre strizza l’occhio ai potenti. Usa un linguaggio politicamente scorretto, ma in maniera corretta. È un volume già digerito e defecato. Appena si è seduto sulla tazza, l’ha terminato. Scorre bene. Il romanzo è finito. Le serve ora della carta, che non le manca: ha tra le mani cinquecento strappi.<br />
<em></em></p>
<p><em>Prostituzione per saltare le staccionate</em> (p. 72)</p>
<p>La prostituzione è il fondamento del matrimonio, quindi della famiglia, in quanto funge da valvola di sfogo di pulsioni che nel nucleo familiare non trovano una corretta canalizzazione. Le linfe venefiche che percorrono gli sposi portano la casa allo sbando. La prostituzione è messianica. Libera la mente dai tarli, dalle perversioni nefaste, dai liquidi insalubri per la tranquillità di bimbi incolpevoli. La prostituzione affranca le famiglie dalle scorie putride che in queste si depositano. Come i cascami dei fabbricati fanno maturare tumori rapidi come gazzelle, così gli scarti dei bisticci fomentano la rottura. La prostituzione salva la vita, e in essa i matrimoni. Volete strangolare la vostra dolce metà? Fruite saggiamente della prostituzione. Tornerete tra le mura domestiche docili come agnellini. Ogni legame incontra ostacoli. Il ruolo principale, nella soluzione di un problema, è l’architettura dello stesso. Una prostituta vi aiuta a rappresentare il problema, che è risolvibile se a figurarlo è una mente serena perché ha goduto della prostituzione. La prostituzione aiuta dunque a saltare pericolose staccionate.</p>
<p><strong>Idolo Hoxhvogli</strong> è nato a Tirana nel 1984. Si è formato negli studi filosofici all’Università Cattolica di Milano. Suoi scritti sono presenti in numerose riviste italiane e straniere, tra cui «Gradiva International Journal of Italian Poetry» (State University of New York at Stony Brook) e «Cuadernos de filología italiana» (Universidad Complutense de Madrid).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://trasciatti.it/2012/01/26/introduzione-al-mondo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

